Opinioni sulla stagione 04, episodio 05 di Chicago Fire

“It’s a wedding, not a slumber party.”

Dopo le lacrime dello scorso episodio, qualcosa del genere ci voleva. Non è esattamente la calma dopo la tempesta, ma ci accontentiamo, perché il cuore non può reggere troppo (ogni riferimento a How to get away with murdernon è puramente casuale.)

I guai continuano per la nostra caserma 51 e per Boden, il quale, sebbene sia stato discolpato dalle accuse precedenti, non ha finito di essere controllato dal Capo, che non è esattamente personaggio dell’anno. Come Chicago Fire e i suoi spin-off ci hanno abituato, i “cattivi” sono abbastanza stereotipati, così come si vede in Patterson. Insomma, chi non aveva capito quanto fosse losco e poco sincero? Io ci spero ancora in un cambio di rotta, ma dopo questa puntata ne dubito, anche se è andato contro quello che gli era stato detto. Vedremo, ma resto sempre #TeamSeveride, che con la sua promessa a Matt, è determinato a riprendersi ciò che gli spetta.

Non ho molto apprezzato la velocità con la quale Dawson è tornata, mi sarebbe piaciuto vederla almeno per una puntata con il suo dolore, ma forse è meglio così. Sono sicura che se ne riparlerà e sono super-fiera di lei per aver tenuto testa a tutti coloro che dubitano di lei, della sua professionalità e indagano sulla sua vita privata. Per i Dawsey, siamo al punto di partenza, ma non prevedo nulla di negativo, anzi, prima o poi, il matrimonio in caserma sarà il loro. Entro la fine della stagione accade, tenete a mente le mie parole.

Il matrimonio era molto carino, Sylvie ci mette tutta se stessa, da romanticona qual è; è stato bello da vedere, l’idea dei fiori mi ha fatto sorridere. Nonostante ciò, il suo personaggio non mi trasmette nulla. Possiamo focalizzarci sugli altri?

La sua partner in crime, invece, non si fa molti problemi e si fionda su Borelli (chiamala scema), cosa che era evidente dallo scorso episodio, oltre che quasi confermato dagli spoiler. Il caso che ha visto protagonisti due adulti in posizioni compromettenti mi ha ricordato immediatamente quando Gabby e Leslie si erano imbattute in quello strano trio nudo. SHAY, TORNA!

In generale, l’episodio mi è piaciuto, questa stagione è nettamente realizzata in modo migliore rispetto alla scorsa.

Voto: 8+

Combattere la dipendenza alimentare

Quante volte siamo attratti da quelle immagini che stimolano l’appetibilità durante uno spot pubblicitario in TV o da quelle immagini di ricette per dolci pubblicate su facebook?
Lo studio condotto da David Kessler proveniente dal mondo delle neuroscienze e della nutrizione, ha analizzato e descritto un nuovo disturbo del comportamento alimentare da lui denominato iperfagia condizionata”. Si tratta di un “impulso” a mangiare che intrappola il soggetto in processi nei quali motivazioni e abitudini alimentari si sovrappongono, pilotati da un alterazione di dopamina e oppioidi rilasciati in alcune aree ipotalamiche del nostro cervello. Tali circuiti neuronali non vengono più attivati da
stimoli interni al corpo, bensì esterni, presenti nell’ambiente di vita, che inducono a mangiare sempre e tanto, soprattutto cibi iperappetibili, indipendentemente dal reale bisogno organico.
Alla base dell’ iperfagia condizionata secondo Kessler ci sono quattro elementi che ne diventano fattori determinanti:

  1. L’estrema disponibilità di cibo negli ambienti di vita, condizione che ne aumenta l’assunzione.
  2. La capacità del cibo di diventare fonte di attrazione avendolo nel proprio campo percettivo, trovandosi irresistibilmente attratto
  3.  L’iperappetibilità degli alimenti costruita ad hoc e artificialmente dall’industria alimentare
  4. La stabile modificazione della struttura neurale che genera alterazioni della struttura del nostro cervello: si assume più cibo a causa di un fenomeno regolato da neuromediatori che generano un processo abbastanza simile a quello delle tossicodipendenze classiche

E’ importante considerare che più appetibile e gratificante è il cibo che abbiamo di fronte e più potente è l’effetto di intrappolamento della nostra attenzione.
Infatti le aziende alimentari ne sono ben consapevoli, è possibile potenziare questo effetto anche agendo attraverso la multisensorialità degli stimoli associati al cibo, consistenza -sapidità –profumo-colore e forma, più l’alimento stimola il rilascio di dopamina diventando un potente portatore di una promessa di gratificazione. La funzione del cibo rispondente al principio della gratificazione ha fatto si che diventasse una delle principali fonti di piacere per l’uomo, ha indotto gli esseri viventi a considerare il cibo un vero e proprio sostituto di altre esperienze ad alta valenza emotiva.

Come riequilibrare tutto ciò?
Come educatori dobbiamo pensare ad una nuova educazione alimentare delle future generazioni. Bisogna reinsegnare ai bambini a mangiare quando ne hanno realmente bisogno e rendere loro disponibile che rinunci a essere iperappetibile, priviligiandone invece il valore nutrizionale. Il circuito stimolo-desiderio-gratificazione- abitudine, deve essere trasformato in una più equilibrata offerta di alimenti che soddisfino il principio dell’omeostasi (quando l’organismo è abituato a orari dei pasti, un calo di zuccheri quando il sogetto è prossimo al pasto, stimola l’appetito) e che non abituino i più piccoli a trovare nel cibo una fonte di gratificazione primaria per la propria vita.
Al tempo stesso, è necessario rieducare molti adulti afflitti da iperfagia condizionata e con oggettivi problemi di salute a riapprendere uno stile alimentare, orientato a un migliore benessere e motivato dalla propria forza di volontà.)